Qui vi presentiamo Le aziende che saranno presenti alla mostra mercato “Le Marche del Gusto - Notte Bianca Jesi 2010” e i loro prodotti:
Azienda Agraria e Vitivinicola GORONIPoggio San Marcello (AN)
Originaria di Poggio San Marcello, l’Azienda si colloca in un contesto di forte radicamento nel territorio dell’Alta Vallesina e ne rappresenta le tradizioni rurali tipiche.
Fondata nel 1870 da Paolo Goroni e da allora tramandata da padre a figlio, dal 2002 l’azienda si avvale delle competenze dei giovani fratelli Renato e Riccardo Goroni. Le varietà coltivate sono Verdicchio Trebbiano e Sauvignon (uve bianche) Montepulciano e Sangiovese (uve rosse). Le produzioni di Vino sono Verdicchio DOC, DOC Classico, Rosso Piceno DOC e Rosso Conero. L’azienda produce anche grappe, miele aromatico, aceti, condimenti alimentari e olio extravergine di oliva, di varietà Frantoio, Raggia e Raggiala. Goroni ha mantenuto nel tempo il rispetto delle tradizioni, conciliandole con le buone pratiche agronomiche, enologiche e le misure di basso impatto ambientale. In tal modo si prefigge di realizzare un connubio tra storia, realtà e qualità del prodotto.
Sabato 3 luglio appuntamento con la Notte Bianca di Jesi: spettacoli, musica, shopping, stand gastronomici ed eventi culturali accenderanno l’estate in città, da Corso Matteotti fino a Piazza Federico II, proponendo attrazioni per tutte le fasce d’età.
Organizzata dalla Pro Loco di Jesi, in collaborazione con la Prima Circoscrizione JESI CENTRO, l’evento ripropone la formula della precedente edizione, avvalendosi della forte partecipazione delle associazioni cittadini.
Novità assoluta, la presenza della redazione di “Password” all’evento con l’organizzazione della mostra-mercato di prodotti tipici ed eccellenze dell’enogastronomia regionale “Le Marche del Gusto”, concentrata in Piazza Colocci. In questa piccola isola di sapori, sarà possibile gustare piatti tipici marchigiani e vini locali, trovando ristoro tra un evento e l’altro della serata.
Il nome “Le Marche del Gusto” è lo stesso dell’inserto centrale che caratterizza questa rivista: “É come se la rubrica, prendesse vita dalla carta e diventasse realtà – spiega Gianna Scortichini, direttore editoriale della rivista e titolare dell’agenzia di comunicazione Studio Gamma di Moie – Se l’inserto è una vetrina per le tipicità locali, la mostra-mercato vuole essere l’occasione per gustarle di persona, accostando alla conoscenza del prodotto l’esperienza”. Vino, salumi, pane, pasta, dolci e miele di aziende provenienti dall’anconetano e dal maceratese, note per la qualità dei loro prodotti, saranno i protagonisti della mostra-mercato “Le Marche del Gusto”, sponsorizzata da Studio Gamma e dall’azienda di Infopoint.
A differenza degli altri eventi proposti dalla Notte Bianca, la mostra-mercato aprirà i battenti alle 9,00 di mattina e continuerà fino a tarda sera: “Un ringraziamento va alla Pro Loco di Jesi, in particolare al presidente Matteo Stronati, per la preziosa collaborazione nella realizzazione della mostra – conclude Gianna Scortichini – Per “Password”, questo è un punto di partenza: l’augurio è quella di poter proporre, in un prossimo futuro, altri eventi di carattere enogastronomico in Vallesina”.
NOTTE BIANCA 2010
PROGRAMMA
Piazza della Repubblica
Ore 16,30 – ore 21,00
Festa per il ventennale dell’Associazione OIKOS Onlus con le simpatiche gag di Mr.LUI (ore 18,00 – direttamente da Italia 1), l’esibizione del ballerino Francesco Mariottini (ore 19,00) e l’annullo filatelico di un francobollo celebrativo;
Ore 21,30 – ore 23,30
Spettacolo di danza contemporanea hip-hop “La carovana dei sogni impossibili”
Ore 23,30 – ore 3,00
Stefano Ligi in concerto – Omaggio a Rino Gaetano e alla canzone d’autore italiana
Piazza Colocci
Ore 9,00 – ore 3,00
Mostra Mercato “Le Marche del Gusto”, a cura di Password, l’accesso mirato all’informazione;
Piazza delle Monnighette
Ore 19,00 – 21,00
Festival MACROCOSMI Giovani – Concerto degli allievi del corso di perfezionamento di improvvisazione tenuto da Simone Zanchini
Ore 23.00 – 1.00
DIRTY BLUES CO. Live. + Special Guest
Ore 1.00 e fino a tarda notte
LOLITA DJ from Marsiglia (FR) – per la prima volta in Italia.
Piazza Federico II
L’Albero, le radici e la testa per aria…
-Saranno installati l’albero genealogico dell’Imperatore FEDERICO II e un altro albero con appesi i quindici stemmi araldici delle famiglie nobiliari jesine.
-Mostra ad oggetto “L’albero nell’arte”, nell’androne di Palazzo Baldeschi Balleani.
-Apertura serale del Museo Diocesano che all’ingresso accoglierà “L’Albero della Vita” mentre all’interno sarà possibile visitare la mostra “La città ritrovata”.
Ore 18.30 – ore 23.30:
Nell’Anniversario dalla Scomparsa di Valeria Moriconi:
- Inaugurazione della mostra fotografica: “C’è un giardino che mi racconta ricordi con ogni albero e ogni fiore”.
Ore 18, 30 - Teatro Moriconi
- Proiezione del film “LE SOLDATESSE” di Valerio Zurlini.
Intervento del critico GUALTIERO DE SANTI dell’Università di Urbino – Video e Musica con il TOMMASO UNCINI QUARTET – Conduce GIANNI ROSSETTI (ore 21.00).
Ore 23.30 – ore 3.00:
FESTIVAL DIVINO ON STAGE a cura dell’Associazione I SOLITI SOSPETTI.
Si esibiranno:
Corso Matteotti
Ore 21,00 – ore “4,00
La Milonga della Notte Bianca: Tango Argentino in strada.
Cari amici, per chi ha in programma di dedicare l'estate all'arte, stanno per partire, a Castelbellino (AN) due interessantissimi corsi: nell'ambito di Castelbellino Arte 2010, il Comune di Castelbellino, in collaborazione con la Compagnia dell'Arco e la Pro Loco, promuove:
- CORSO DI GRAFICA D'ARTE;
- CORSO DI CERAMICA;
Il corso di Grafica d'Arte avrà luogo dal 5 al 9 luglio e dal 12 al 16 luglio dal lunedì al venerdì, dalle 16,00 alle 19,00, presso la ex-scuola elementare - Capoluogo;
Il corso di Ceramica, si terrà invece dal 19 al 23 luglio e dal 26 al 30 luglio, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9, 00 alle ore 12,00, presso il "Cantinone" - Capoluogo-
Ciascun corso potrà essere frequentato da un massimo di 20 allievi; l'ordine di iscrizione al corso seguirà l'ordine di trasmissione via fax o per posta, alla Pro Loco di Castelbellino della scheda di iscrizione; ogni partecipante, per essere ammesso al corso, dovrà versare una quota di 60,00 euro entro SABATO 19 GIUGNO, tramite versamento con bonifico bancario (per i dati rivolgersi alla segreteria Pro Loco al numero 0731 703583). La procedura di iscrizione prevede l'invio alla Pro Loco della scheda di iscrizione, debitamente compilata, e della copia del bonifico prepagato con trasmissione via fax al 0731 703583 o per posta elettronica all'indirizzo mail procastelbellino@tiscali.it.
E' ammessa la frequenza ad entrambi corsi previo versamento di quota di euro 120,00. Al termine delle lezioni sarà rilasciato un attestato di frequenza al corso.
Per informazioni, rivolgersi alla Pro Loco al numero 0731 703583 (lun.merc.ven. 9/12) o all'Assessorato alla Cultura di Castelbellino.
Si chiama 4 passi 2 castelli la tradizionale manifestazione che ogni anno vede coinvolti i Comuni di Monte Roberto e Castelbellino nella celebrazione della festa del 1° maggio. L’appuntamento si rinnova quest’anno per la sesta volta, con due giornate – 1 e 2 maggio – ricche di avvenimenti, tra cui spettacoli d’animazione, concerti, mostre, mercatini e stand gastronomici. Dietro l’aspetto civile della manifestazione, legato alla celebrazione della festa dei lavoratori, se ne nasconde uno più profondo: “4 passi 2 castelli” ravviva e riadatta ai tempi moderni quel legame storico-culturale che da secoli unisce i due borghi, separati solo da 500 m di distanza. “Quelle di Monte Roberto e Castelbellino sono due storie analoghe – racconta Riccardo Ceccarelli, assessore alla Cultura del Comune di Monte Roberto nonché noto storico locale – Basti pensare che nei primi suoi cento - duecento anni di storia, Monte Roberto era annesso al castello di Castelbellino, il primo ad essersi organizzato”. Può descriverci brevemente le origini di Monte Roberto? “La trasformazione del borgo in un castello vero e proprio avviene nel Duecento, anche se un antico documento, con riferimenti toponomastici dell’epoca, colloca l’esistenza di un primo agglomerato urbano già intorno al Mille. Il nome “Monte Roberto” deriva probabilmente da un dominus loci, un signore del posto, chiamato Roberto, quasi certamente di origine germanica o longobarda”. Quali erano i rapporti con il vicino Castelbellino? “Inizialmente, l’originario agglomerato edilizio di Monte Roberto faceva parte del territorio di Castelbellino, allora Morro Panicale. Successivamente i due castelli acquistarono autonomia l’uno dall’altro, anche se le loro storie, nei successivi otto secoli, si evolsero all’interno del Contado di Jesi. Di certo, però, la vicinanza dei due borghi facilitò una reciproca influenza, sia dal punto di vista culturale che artistico: non è un caso che tra i due borghi ci sia un’identità di opere e una similarità di strutture. Ad esempio, l’architetto cuprense Mattia Capponi (1720-1803) è lo stesso che progettò sia la chiesa di San Marco a Castelbellino che quella di San Silvestro a Monte Roberto, entrambe in stile neoclassico. Un’altra vicenda interessante che coinvolse, in passato, entrambi i comuni è quella del teatro…”. Quale teatro? “ Nel 1816, i due castelli decisero di dare in vita, insieme, ad un teatro che trovò spazio all’interno del palazzo comunale di Monte Roberto: si trattava di un piccolo teatro “alla francese”, oggi purtroppo in disuso perché non ancora restaurato. Questo teatro rimase in attività, insieme alla banda musicale e alla filodrammatica, per circa settant’anni, inscenando spettacoli danzanti, carnevali e commedie. Ma nel 1870-80, Castelbellino allestì il suo piccolo teatro ed una propria Società Filarmonica, segnando una rottura artistica e musicale con Monte Roberto. Alla fine dell’Ottocento, il teatro che era nato per volontà di entrambi diventò una fabbrica di pantaloni; nel 1932, dopo alcuni lavori di restauro, a Castelbellino prendeva invece vita il nuovo “Beniamino Gigli”. Oltre al teatro, quali ricchezze fanno parte del patrimonio artistico - culturale di Monte Roberto? “Il borgo conserva delle bellissime mura, in parte restaurate a seguito del terremoto del 1741, che demolì un terzo del paese. Al di là delle forme architettoniche medievale, Monte Roberto conserva anche edifici in stile neoclassico, coma Villa Salvati, a Pianello Vallesina, e la chiesa parrocchiale di San Silvestro, ricostruita nella seconda metà del XVIII secolo, su un struttura d’origine quattrocentesca. Qui sono conservati, dal 1828, una cantoria e due coretti in legno decorato e scolpito del Settecento, opere dello sculture Angelo Scoccianti, provenienti da Jesi e trasportati a Monte Roberto dalla famiglia Salvati. La chiesa custodisce anche due tele del pittore Stefano Casabona del 1796, una di Antonino Sarti (1586-1647) e alcuni manufatti lignei di grosso pregio artistico…” Che genere di manufatti? “Si tratta per lo più di oggetti sacri del periodo compreso tra il XVII e il XIX, come ad esempio una casetta della Madonna di Loreto, utilizzata durante le processioni, un manufatto bi-facciale con un’immagine raffigurante lo skyline di Monte Roberto, così come si presentava, nel ‘600, una statuetta di Sant’Antonio e altro ancora. Tutto questo rimarrà esposto dal 30 aprile al 9 maggio presso la chiesa di San Silvestro. Presso la chiesa di San Carlo, invece, sarà possibile visitare, durante le due giornate della manifestazione, immagini, spartiti ed opere di piccolo formato di un Giovanni Battista Pergolesi ancora minore e sconosciuto, elementi che forniscono una chiave di lettura in più per comprendere un personaggio importante della Vallesina”. La manifestazione “4 Passi 2 Castelli”, oltre a risultato di una collaborazione fattiva tra le due Amministrazioni, potrebbe essere interpretata come l’espressione moderna del legame storico tra Monte Roberto e Castelbellino e tra i due borghi e il resto della Vallesina. È d’accordo? “Io credo che la festa, nata per celebrare il 1° maggio, unisca i due castelli così come era un tempo, richiamando a sé centinaia di persone da tutta la vallata. È un’occasione per visitare le ricchezze paesaggistiche e storiche del territorio, a volte tesori di nicchia, ma comunque importanti e degni di essere valorizzatie. Il mio invito, rivolto a chi deciderà di farsi una passeggiata tra Monte Roberto e Castelbellino, è quello di notare, lungo la strada dei castelli, gli ulivi secolari che, sopravvissuti al tempo, sono un’importante testimonianza dell’attaccamento della gente a questa terra, produttrice di olio e vino”.
CASTELBELLINO E MONTE ROBERTO:
due borghi per un evento
Arroccato sulla sommità di una collina, Castelbellino è il primo dei castelli che si incontra risalendo da Jesi la valle dell'Esino. Il nome più antico di Castelbellino è Morro Panicale e risale agli anni intorno al Mille, come Castrum Murri o de Murro Panicale: "morro" deriva da "morr" o "murr", voce di origine preromana che indica generalmente alture, rocce, spuntoni, more di sassi e simili; "panicale" da "panicum", panico: pianta delle graminacee i cui semi costituivano cibo ordinario della gente rustica, in età medievale. Il mutamento del nome in Castel Ghibellino, Castel Gibellino, poi Castel Bellino e infine Castelbellino, avvenne agli inizi del '300, quando i "ghibellini" fuoriusciti da Jesi, durante il dominio dei guelfi, si rifugiarono nel castello, lo restaurarono e gli dettero il nome della loro fazione. Pur essendo il più piccolo comune della provincia di Ancona, per estensione, Castelbellino è un borgo di grande vivacità culturale. Lo dimostrano le numerose iniziative che ogni anno richiamano a sé migliaia di persone da tutta la Vallesina, calamitate dalle numerose attrattive promosse e valorizzate dall’Amministrazione. Oltre ai due grandi eventi “4 Passi 2 Castelli”, a maggio, e “Il Paese dell’Albero” a dicembre, in calendario sono presenti tutta una serie di appuntamenti tra mostre, rassegne culturali, corsi di formazione, manifestazioni e celebrazioni di solennità civile. “L’Amministrazione punta molto nella qualificazione culturale del paese come progetto di crescita e di miglioramento della qualità della vita sociale della comunità – dichiara l’assessore alla Cultura di Castelbellino Massimo Costarelli – La cultura va intesa, in questo senso, come un servizio messo a disposizione della collettività”. La cultura è anche un ottimo collante, di fronte ad un tessuto urbano diviso tra più frazioni - Stazione, Pianello Vallesina, Scorcelletti, Pantiere - e più Comuni: “Nonostante la frammentazione- continua Costarelli – c'è da parte dell'Amministrazione una visione d'insieme del territorio che contribuisce a diffondere tra la popolazione il senso di appartenenza ad un'unica comunità”. Cosa determina il successo di manifestazioni importanti come “Castelbellino, il paese dell'albero” e “4 Passi 2 Castelli”? “Sicuramente alla base c'è l'originalità dell'idea: per “Castelbellino, il paese dell'albero” la novità è l'albero luminoso, diventato oggi un simbolo in cui l'intera Vallesina si identifica nel periodo natalizio. Per “4 passi 2 castelli”, il punto di forza è invece la collaborazione tra due Amministrazioni che sommano le proprie potenzialità per dare origine ad un evento comune, un'esperienza quasi unica in Italia”. Come nasce “4 passi 2 castelli”? “La festa prende origine da un'iniziativa delle due Amministrazioni nell'ottica di promuovere il significato di solennità civile, popolare e culturale del del 1° maggio. L'obiettivo, quello di imporre all'attenzione dei cittadini il tema della festa dei lavoratori insieme al tradizionale momento di spensieratezza in cui le famiglie si ritrovano per trascorrere una giornata all'aria aperta. Credo che in tempi come questi, caratterizzati dalla crisi economica e dal cambiamento sociale, questa festa possa essere anche un momento per riorganizzarsi e riflettere sulla situazione attuale”. Quali sono le attrattive dell'evento? “Le due giornate si presentano, per il sesto anno, come un'occasione per godersi le incantevoli atmosfere dei due splendidi centri storici di Castelbellino e Monte Roberto, sui colli dominanti la vallata dell'Esino. L'offerta culturale di mostre e programmi di animazione, uniti all'accoglienza e all'organizzazione gastronomica delle associazioni locali, contribuiranno al divertimento e all'allegria di chi vuole trascorrere momenti in libertà e riposo”. Cos'è caratteristico del borgo di Castelbellino? “Chi visita il centro storico noterà subito l'impianto abitativo in forma ovale ed alcuni tratti di mura scarpate, resti dell'antico castello medievale. Suggestivi anche i veicoli stretti, le ripide scalinate e le viuzze contorte, tutte convergenti al cuore del paese, Piazza San Marco, dove si affaccia l’omonima chiesa settecentesca. Nel centro storico, sono da vedere anche Palazzo Berarducci, attualmente sede comunale e l' ottocentesca Villa Coppetti, all'interno della quale è ubicato il Museo Civico: qui, in dotazione, sono conservati dipinti cinque-seicenteschi e reperti archeologici di varie epoche. Inoltre, dal 24 aprile al 2 maggio, il Museo Civico ospiterà la 10° edizione della mostra “Incisori Marchigiani a Castelbellino” con le calcografie di Athos Sanchini. In ultimo, merita particolari attenzioni la loggetta della fine del Cinquecento che, di fronte alle mura, nel lato sud, in piazza San Marco, si apre su un ampio panorama-belvedere”. “4 Passi e 2 Castelli” vede coinvolte anche le numerose associazioni locali. “Sì, la manifestazione è aperta alle associazioni che colgono l'occasione per rendersi visibili, organizzando stand gastronomici e punti informativi. Credo che la loro partecipazione sia molto importante, non solo nel determinare il successo dell'evento, ma anche nel contribuire alla valorizzazione e alla promozione del territorio e delle sue tipicità”.
lunedì 22 febbraio 2010
A San Paolo di Jesi, Serate alla Bottega del Vino
Martedì, alle ore 21,15, prende il via a San Paolo di Jesi il ciclo di “Serate alla Bottega del Vino”, promosse dall'Amministrazione comunale nell'ottica di accompagnare i partecipanti lungo un percorso degustativo dedicato all'“Avvicinamento al vino e alla birra: storie, profumi e sapori”. Cinque incontri con esperti e produttori locali, in cui saranno affrontati vari temi legati al vino e non solo: dalla storia agli aspetti agronomici della coltivazione della vite del “terroir”, dai metodi di trasformazione e di invecchiamento al giusto abbinamento con il cibo. L'obiettivo, fornire ai partecipanti gli elementi necessari per approcciarsi al mondo del vino e della birra del territorio. “Negli ultimi anni, è cresciuto il bisogno dei consumatori di una maggiore consapevolezza, attenzione e responsabilità nella scelta di cibo e bevande – ha dichiarato Angelo Zannotti, assessore alle Attività produttive del Comune di San Paolo di Jesi - Grazie ad una guida alla degustazione, arricchita dalle sensazioni e dalle esperienze di chi il vino lo vive e lo produce, saranno forniti agli interessati gli elementi necessari per riconoscerne qualità e proprietà”. Gli incontri si svolgeranno ogni martedì, dal 23 febbraio al 23 marzo, presso la Bottega del Vino di San Paolo di Jesi, in Piazza della Chiesa, alle ore 21,15. Durante i primi tre appuntamenti - il 23 febbraio, il 2 e il 9 marzo – il sommelier Sauro Boria e il giornalista Riccardo Ceccarelli introdurranno alcune nozioni sulla storia e le proprietà del vino, distinguendo tra vini e paesi di riva destra e sinistra dell'Esino. Le ultime due serate – il 16 e il 23 marzo – saranno invece dedicate alla birra, una bevanda la cui produzione, negli ultimi anni, sta riscontrando il successo di alcune piccole realtà locali. Protagonisti, gli esperti Luca Salvatori e Michele Bacciaglia che accompagneranno i partecipanti nel mondo della birra, distinguendo tra storia, cultura e produzioni d'Italia e d'Europa. Ogni incontro prevede, inoltre, degustazioni e momenti di confronto con i professionisti del vino.
giovedì 3 dicembre 2009
Serra de’ Conti, borgo dal tempo sospeso
Situato su una cresta collinare lungo la valle del fiume della Misa, il borgo di Serra de’Conti è uno dei più belli delle Marche: le mura e il centro ben conservati e la vivacità culturale del paese offrono un suggestivo spaccato sul passato, in grado di rievocare vecchie memorie e tradizioni.
Il legame tra abitanti – neanche 4 mila – e territorio è talmente forte che il centro storico è allo stesso tempo teatro e protagonista di feste paesane ed eventi culturali come la Festa della Cicerchia, la Biennale d’Arte o la Notte Nera, organizzati dall’Amministrazione comunale con il coinvolgimento delle 40 associazioni presenti e dei cittadini.
“Il borgo presenta ancora tutte le caratteristiche di un tipico impianto urbano di origine duecentesca- spiega l’assessore alla Cultura Maria Rosaria Vernuccio – Anche i monumenti e le Chiese vantano, dal punto di vista artistico, un discreto stato di conservazione: per questo si trasformano spesso in suggestive cornici di mostre o manifestazioni”.Strettamente legato alla vita della città è il Monastero di Santa Maria Maddalena, proprietà delle suore dell’Ordine di Santa Chiara, presenti nel territorio già dal 1300. “Nonostante le Clarisse conducano una vita di clausura, sotto rigide condizioni – racconta l’assessore Vernuccio - nel corso dei secoli c’è stata un’apertura del Monastero alle attività locali che ha favorito la comunicazione tra suore e cittadini: in occasione delle liturgie religiose, ad esempio, le Clarisse preparavano dolci – sono delle ottime cuoche - oppure tessevano il corredo per le giovani spose paesane. Nel ’900, poi, iniziarono a mettere a disposizione il locali del Monastero per accogliere i bambini del catechismo o per il doposcuola”. Ancora oggi, per le vie del centro, i loro canti corali accompagnano le attività quotidiane dei cittadini, suscitando emozioni e rievocando tempi passati. “E’ da questo forte legame – spiega l’assessore Vernuccio – che nasce l’idea di valorizzare e conoscere meglio la realtà monastica: le Clarisse approvarono la stipula di una convenzione con l’Amministrazione secondo cui concedevano, in comodato uso, alcuno oggetti conservati nel Monastero da secoli: da questo accordo, nacque così, nel 2002, il Museo delle Arti Monastiche (MAM) – le stanze del tempo sospeso”. Ceramiche, utensili da cucina, contenitori in vetro per la spezieria, ma anche ricami, pizzi al tombolo e disegni ornamentali per paramenti sacri, sono sopravvissuti alle alterne vicende del monastero, conservando, talvolta, quel particolare aspetto di inconcluso e di infinito che li caratterizza. “Ci sono ampolle contenenti ancora erbe medicinali o che, semplicemente, ne conservano l’odore – racconta l’assessore – oppure ricami iniziati da mani, ripresi da altre e rimasti lì, in attesa di essere conclusi da qualcun altro”. La volontà delle Clarisse di aprirsi al mondo ha permesso anche il recupero di alcune secolari ricette di cucina e di un vasto patrimonio musicale: “Le persone che entrano in questo museo non sono dei semplici visitatori, ma degli spettatori attivi, invitati a calarsi in piccole vicende di vita quotidiana ancora in atto – aggiunge la Vernuccio – Chi entra nel museo rimane affascinato da questa realtà parallela e sconosciuta, fatta di arte e vita contemplativa”. Ad oggi, il MAM conta più di 3 mila visitatori l’anno: nato da un progetto della Regione, è oggi interesse della FORESTALP che sta approfondendo, attraverso ricerche e raccolta di testimonianze, il rapporto tra Monastero e comunità e la sua evoluzione nel tempo: “Questo mondo vive all’interno di un altro mondo – conclude l’assessore Vernuccio – e dà un valore aggiunto alla nostra comunità”.
Orari d' apertura al pubblico: dal 1 gennaio al 30 giungno e dal 1 settembre al 31 dicembre: sabato 15,30-19,30; domenica e festivi: 10.30 - 12.30 e 15.30-19.30; dal venerdì al lunedì di Pasqua: dalle 15 alle 19; dal 1 luglio al 31 agosto: dal martedì al sabato 17-20, domenica e festivi 10.30-12.30 e 17-20. Chiusura: lunedì
Serra de’ Conti, borgo all’avanguardia
Pur con un piede nel passato, la città di Serra de’ Conti prioietta lo sguardo al futuro: sono tante le iniziative che rendono la città dinamica e innovativa. Il primo a dirlo è il sindaco Arduino Tassi: “La città ha raggiunto ottimi risultati in vari settori, merito di anni di impegno e duro lavoro – spiega – Per raggiungerli, Amministrazione e cittadini hanno lavorato tanto e insieme, nessun improvviso colpo di genio”. Più volte comune “Riciclone” – l’ultimo riconoscimento nel 2008 – Serra de’ Conti si presenta come Comune apripista nella raccolta differenziata: “La città ricicla il 75% dei rifiuti, segno questo di grande civiltà – spiega il Sindaco – un risultato maturato da vent’anni di esperienza nel riciclaggio e reso possibile dall’impegno della comunità”. Oltre che con il normale servizio porta a porta, avviato nel 2007, la raccolta differenziata si effettua, già da diversi anni, presso il Centro Ambiente “Alligatore” secondo un vantaggioso meccanismo: per determinati tipi di rifiuti conferiti presso la struttura, viene assegnato al cittadino un “punteggio” che, registrato su un’apposita tessera, sarà considerato per il calcolo della “tariffa personalizzata”.
Particolarmente sensibile alle innovazioni in fatto di politica ambientale, l’Amministrazione ha di recente approvato anche un progetto per l’installazione di un impianto fotovoltaico, uno dei maggiori nell’intero territorio delle Marche. Collocato in contrada San Fortunato, l’impianto, della potenza di circa 650 KWp, avrà una superficie radiante di circa 4.700 mq e potrà consentire il risparmio di ben 200 tonnellate di petrolio all’anno, evitando così un rilascio nell’atmosfera di circa 300 tonnellate di anidride carbonica. “La spinta all’innovazione e la propositività derivano da una buona coesione sociale – spiega il Sindaco Tassi – La città può contare su un tessuto compatto, proiettato alla collaborazione e al dialogo: ne sono prova le 40 associazioni presenti in una realtà piccola come quella di Serra de’Conti. Tuttavia, è questo il nostro punto di forza, contro ogni crisi: la dinamicità, l’impegno, la collaborazione tra cittadini ha reso, negli anni, migliore la realtà”.
A Riccione ha preso il via la mostra di Carlo Cecchi, Prima del Mare, tutta incentrata sul territorio delle Marche, e sulle tradizioni che si stanno perdendo.
Grazie al sostegno di Colognola l'operazione di Carlo Cecchi Prima del mare, quasi dimenticata è stata recuperata e presentata al pubblico.
La passione e la sensibilità dell'azienda hanno fatto si che una così meravigliosa opera non andasse perduta.
Un libro completamente realizzato a mano come nel 5oo con l'utilizzo dei caratteri mobili, illustrato e scritto da Carlo Cecchi, accompagnato da un filmato del regista Alessandro Sartori, specializzato, sin dai tempi della collaborazione in RAI, in prodotti televisivi d'arte.
E' la storia dei nostri vecchi che raccontano le storie e le sensazioni di quando erano giovani, quando per far capire dove si trovassero i loro luoghi, solevano etichettarli "prima del mare". E' una storia romanticissima stesa dalla penna eccezionale di Cecchi, il tutto accompagnato dalle meravigliose musiche di Vincenzo Piaggesi.
Così, al Sixty Hotel, di Riccione, meraviglioso art Hotel della riviera romagnola, è partita l'avventura voluta da Domenico Gioia, curatore di operazioni culturali.
Prima del mare oltre ad altre opere dell'artista viaggerà con un testimonial d'eccezione, il Verdicchio San Michele della Ghiffa, che è stato nominato al premio golosaria tra i primi 100 vini in Italia, peraltro unico Verdicchio.
Insomma si tratta di eccellenze, e questa prima operazione organizzata al Sixty Hotel ha dimostrato in pieno le potenzialità.